Italie : le droit d’habiter quelque part

La nécessité pour des familles de loger des enfants mineurs et un handicapé grave correspond à un droit fondamental qui justifie l’occupation d’un terrain communal

Un jugement du tribunal pénal de Milan a ainsi acquitté des familles qui occupaient sans autorisation un terrain communal. Il a considéré que la nécessité de garantir un abri et une demeure aux 4 enfants mineurs et à un handicapé grave (à 100%) justifiait cette occupation dans l’attente d’un logement communal avec l’appui de la Communauté Sant’ Egidio.

La juge se fonde notamment sur l’art. 2 de la Constitution qui garantit les « droits inviolables de l’homme » et sur la jurisprudence de la Cour de Cassation, pour estimer que le droit au logement rentre dans les besoins primaires des personnes afin d’éviter la menace d’un dommage grave non seulement à la vie et à l’intégrité physique mais aussi au droit fondamental à un logement qui correspond aux besoins primaires de la personne. Elle conclut en indiquant que l’évaluation comparative du droit de la commune à utiliser son terrain (en fait abandonné depuis des années) et des droits fondamentaux des prévenus « est certainement en faveur de ceux-ci ».

Ce jugement du 5 décembre 2017 a donc effectué l’examen de la proportionnalité, que demande l’arrêt « Winterstein » de la Cour Européenne des Droits de l’Homme, bien que sans s’y référer et de plus il s’est prononcé à l’issue de cet examen en faveur du droit fondamental au logement pour des enfants mineurs et un handicapé grave.

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Dare un’abitazione a dei minori e a un disabile grave è un diritto fondamentale che giustifica l’occupazione di un terreno comunale.

Una sentenza del tribunale penale di Milano ha infine scagionato alcune famiglie che avevano occupato senza autorizzazione un terreno comunale. Il Tribunale ha riconosciuto che la necessità di dare un tetto e una dimora a quattro minori e a un disabile grave al 100% nell’attesa di ricevere un alloggio comunale con il sostegno della Comunità di Sant’Egidio giustificava l’occupazione da parte delle famiglie.

La sentenza si fonda sull’articolo 2 della Costituzione che garantisce i “diritti inviolabili dell’uomo” e sulla giurisprudenza della Corte di Cassazione, che ha stabilito che il diritto all’abitazione rientra fra i bisogni primari della persona, non solo per evitare la minaccia di un danno grave alla vita e all’integrità fisica dell’individuo, ma anche per ribadire diritto fondamentale all’abitazione, che corrisponde ai bisogni primari della persona. La sentenza si conclude indicando che la valutazione comparativa fra il diritto del Comune a utilizzare il terreno (abbandonato da anni) e i diritti primari degli imputati, “è certamente a favore di questi ultimi”.

La sentenza del 5 dicembre 2017 ha quindi effettuato l’esame di proporzionalità, che invoca la sentenza “Winterstein” della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo pur senza fare esplicito riferimento, e in più alla fine di questo esame si è espressa in favore del diritto fondamentale all’abitazione per dei minori e un disabile grave.

Jugement, sentenza MOISE

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