Le procedure identificative svolte nei ‘campi nomadi’ e la conservazione dei relativi dati costituiscono una discriminazione

Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione

Tribunale di Roma: le procedure identificative svolte nei ‘campi nomadi’ e la conservazione dei relativi dati costituiscono una discriminazione basata sull’elemento etnico-razziale.

Tribunale di Roma, II sez. civ., ordinanza 27 maggio 2013 (S. c. Ministero dell’Interno) (2.79 MB)

Il Tribunale di Roma, con l’ordinanza dd. 27 maggio 2013, ha  accolto l’azione giudiziaria antidiscriminazione promossa da un cittadino italiano di etnia Rom,  unitamente ad ‘Associazione 21 luglio’, ASGI e Open Society Justice Initiative, contro la Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Prefettura di  Roma ed il Ministero dell’Interno, in relazione ai fatti avvenuti il 3 gennaio 2010, quando, nell’ambito delle operazioni di sgombero del campo in cui abitava (noto come “Casilino 900”),  era stato condotto presso l’Ufficio immigrazione della Questura di Roma e sottoposto a rilievi dattiloscopici e fotografici.  (…)

Di conseguenza, nell’accertare la natura discriminatoria del procedimento di identificazione, di raccolta e conservazione dei dati sensibili, il giudice si è avvalso delle facoltà previste dalla normativa di recepimento della direttiva europea contro le discriminazioni etnico-razziali  volte a garantire rimedi effettivi, proporzionali e dissuasivi alla lesione del diritto all’eguaglianza, e  ha  accolto  la domanda di risarcimento del danno non patrimoniale arrecato al ricorrente dalla lesione dei diritti alla reputazione e alla riservatezza, liquidandolo, in via equitativa e fondandosi su elementi presuntivi, in euro  8,000, così come ha ordinato la pubblicazione dell’ordinanza, con spese a carico dei convenuti, sul quotidiano “Il Corriere della Sera”.  (…)

Arrêt du Tribunal de Rome au sujet du fichage des Rom dans le cadre du Piano Nomadi.  Sur les site de l’ASGI, le commentaire de cette association, et le jugement intégral téléchargeable. C’est une nouvelle victoire pour la communauté Rom et les associations qui la soutiennent.

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